Ieri è morto Ingmar Bergman. Il grande maestro del cinema introspettivo, rappresentatore accorto e profondo dell'esistenza umana, di tutte le sue contraddizioni, dei suoi drammi, dell'oceano di dubbi e
tormenti che lo guidano lentamente alla morte. Una morte ineluttabile, una incomprensibile presenza che è un'assoluta costante della nostra vita.
In realtà è andato via da tempo, isolato nella sua isola solitaria nel freddo baltico, nel suo luogo delle fragole, a vivere i suoi ricordi e i suoi tormenti in prossimità della morte che ha tanto indagato e probabilmente atteso.
Resta la sua enorme cinematografia, l'enorme contributo dato alla storia del cinema e i mille spunti di riflessione che hanno investito molti di noi che abbiamo visto e vissuto le sue opere e in esse ci siamo riflessi come in uno specchio...
Adieu Ingmar...
Ma la democrazia... ma esiste davvero?
Mi riferisco a quella cosa strana dove è il popolo a governarsi, letteralmente parlando; e anche idealmente stando a quando si racconta nei libri.
In realtà Io di democrazia non ne vedo traccia. E non parlo solo di questo paese che oltre a non essere democratico è anche gravemente paralizzato dalle sue compagini politiche in costante stato di conflitto di interessi. Ma in effetti, guardando a questo mondo, non riesco a scorgere un vero sistema democratico o meglio, un sistema dove la gente decida del destino del paese a cui appartiene. Nel migliore dei casi le redini del potere le tengono i partiti, che non sono certo la gente, il popolo o i cittadini di un paese, ma semmai dei gruppi di interesse che hanno come fondamento logiche di mutua assistenza e di potere ad uso e consumo dei loro esponenti di rango. A me sembrano quindi più associazioni clientelari che incarnazioni dello spirito politico dei diversi cittadini.
In altri casi il potere è gestito direttamente dai poteri economici, senza mezzi termini e spudoratamente, come negli states, dove i gruppi di interesse economico prendono il nome di lobbies e usano il loro denaro per obbligare i partiti marionetta a difendere i loro privilegi.
Infine ci sono quegli stati disgraziati dove le due cose sono talmente amalgamate che non si sa se contino di più i partiti o i poteri economici che li finanziano, come l'Italia per l'appunto. In diverse misure tutti gli stati che si definiscono "democratici" sono di questi due tipi.
Chiunque può obbiettare ciò che vuole, ma la dimostrazione che la democrazia non esiste è davanti ai nostri occhi ogni giorno. Prendiamo degli esempi dalla nostra repubblica.
Quando mi obbligano a costruire una base militare nel mio paese anche se io e i miei concittadini non vogliamo, significa che il mio potere di governo non esiste, che politicamente non ho alcun peso e che la parola decisa da una o due persone esponenti della classe di governo hanno un potere assoluto su di me. Non sto negando il sistema di rappresentanza, ma sto dicendo che in una
democrazia il parere più importante dovrebbe essere quello del cittadino, che dovrebbe essere consultato, per esempio con un referendum, invece di essere obbligato a subire un diktat dall'alto. E casi come questo, soprattutto in Italiansono all'ordine del giorno.
Altro esempio: come è possibile che durante le elezioni politiche del 2006, nelle quali avremmo dovuto scegliere i nostri rappresentati al parlamento, ci èp stato impedito di esprimere una scelta? Ma vi rendete conto... Siamo stati costretti a scegliere un partito e non abbiamo potuto scegliere chi sarebbe andato al Senato o alla Camera in nostra vece: siamo stati testimoni dello scempio di qualsiasi norma democratica, di un vero e proprio golpe partitico che ci ha privato del nostro diritto elementare, la possibilità di scegliere chi ci deve governare. Sono stati i partiti a scegliere chi sarebbe stato eletto, usando le loro logiche interne e favorendo la salita al potere anxche di coloro che hanno fallito nella precedente legislatura e che probabilmente sarebbero stati cacciati via a calci nel sedere. Oltre che ad essere un esempio calzante secondo me questo è stato il fondo che ha toccato la Repubblica Italiana e quando parlo di golpe non lo dico retoricamente, Io credo che questo sia stato un vero e proprio golpe dei partiti, che hanno letteralmente usurpato ai cittadini il loro diritto democratico. E hanno potuto farlo perchè hanno loro, e non noi, il potere in questo paese.
Un'altra cosa più sottile che può far pensare: ci pensate mai che non siamo noi a decidere la priorità degli interventi dei governi, i provvedimenti più importanti, quelli da attuare prima o dopo? Sono i partiti che scelgono e attuano questa scelta in base al loro tornaconto e a quello dei quali difendono gli interessi. Così come diavolo è possibile che abbia la priorità discutere dell'aumento delle indennità dei parlamentari rispetto alla risoluzione di problemi come la disoccupazione, il precariato o le pensioni? O lo scandalo inaudito delle leggi ad personam di Berlusconi, che hanno portato via tempo prezioso al lavoro del parlamento e sono stati i primi provvedimenti del suo governo? E se ci badate per queste "piccole" cose che passano in sordina ( perchè sono direttamente i partiti a controllare i mass media in Italia o sbaglio? ) sono sempre tutti d'accordo trasversalmente. Come per i buchi legislativi grazie ai quali i politici hanno mano libera in quanto non sono limitati da nessun vincolo giuridico. In merito ricordo un'intervista di un parlamentare sardo di spicco di Forza Italia in un programma di approfondimento politico ( il programma era "ma però" mi pare fosse Piergiorgio massidda ma potrei sbagliarmi ). La questione era il piano sanitario che nell'isola era mancato per secoli e che l'attuale governo stava approntando. Il politico ha detto senza mezzi termini che del piano si poteva benissimo fare a meno che le cose funzionavano benissimo anche senza... O per citare un altro fatto di cui si discute ultimamente ossia i diritti di chi non è sposato ma ha una famiglia e quindi figli e quindi legami parentali reali ma non riconosciuti dalla legge. Si preferisce lasciare il buco normativo per non pestare i piedi alla stantia e recrudescente chiesa cattolica, il cui sostegno può essere utile a un partito o ad un altro, lasciando ai non cattolici o ai cattolici non sposati il problema di una realtà non riconosciuta da uno stato in balia di se stesso. In ogni caso loro, i parlamentari e quindi gli esponenti di spicco dei partiti, hanno a differenza dei comuni cittadini la possibilità di veder assegnata la pensione di reversibilità al partner anche se non sono sposati... loro. Eh si, perchè loro sono in un mondo a parte, sono al di la delle leggi normali alle quali assoggettano i comuni cittadini, non possono nemmeno essere processati, per cui un senatore a vita o un parlamentare ricco o amico di un proprietario di molte tv... può tranquillamente condurre una vita da delinquente in barba a ogni regola sociale. Scelgono loro chi privilegiare e possono farlo perchè il potere è nelle loro mani e non nelle nostre. Allo stesso e identico modo cche usavano i signorotti feudali di epoca medievale e moderna. Anche se questi ultimi lo facevano senza nascondersi ipocritamente dietro l'idea della democrazia.
Un ultimo esempio: il parlamentare che è eletto deve prestare fiducia al partito e non all'elettore, deve fare gli interessi del partito e non dell'elettore. Come se il partito fosse un monarca che concede feudi ai suoi fedeli vassalli. La base di questa repubblica non è il cittadino, in questo senso non siamo una democrazia e siamo sempre più simili alla repubblica sovietica di Stalin ( ricordate il ruolo del partito comunista nell'URSS? )...
L'idea che mi sono fatto in questi anni è che l'uomo non ha più in mano le redini del proprio destino. Il potere politico del mondo rimane in mano alle transeunti necessità economiche di questo o di quell'uomo e dei potenti che di volta in volta ne eseguono gli ordini o perseguono i propri affari con i mezzi pubblici. L'umanità è incapace di affrontare un problema in gruppo perchè manca la coscienza di un sistema che fa gli interessi degli uomini. Manca questa coscienza ma si sta facendo avanti la triste coscienza di essere impotenti di fronte al proprio governo. Gli stati sono diventati creature tangibili, leviatani burocratici che hanno lo scopo e la funzione di separare l'uomo dal suo diritto politico, dal suo destino.
Di fronte a questa constatazione non so davvero come comportarmi, perchè se è pur vero che gli effetti nefasti di questi politici sciagurati sono di fronte a tutti ( siamo gli ultimi in tutto e torniamo indietro invece che avanzare ), questa disillusione verso la "democrazia" postmoderna non mi lascia molti spiragli. Ho paura che la gente finirà per votarsi alla religione e userà questa come surrogato politico, come già succede in certi fondamentalismi islamici che le destre cattoliche odiano tanto ma che imitano così perfettamente che mi verrebbe da ridere sonoramente se non fossero elementi reali del mio mondo...
...come possiamo fare, noi semplici cittadini, uomini di carne ed ossa a riprenderci il diritto democratico che gli algoritmi burocratici al servizio dei soliti pochi ci hanno usurpato?
"He died very peacefully a couple of days ago."

Golden Hair
"Lean out your window, golden hair
I heard you singing in the midnight air
my book is closed, I read no more
watching the fire dance, on the floor
I've left my book, I've left my room
For I heard you singing through the gloom
singing and singing, a merry air
lean out of the window, golden hair¹"
Se n'è andato in silenzio. Ma la luce che ha illuminato la storia della musica continua a risplendere.
Shine on you Crazy Diamond.
¹ Il testo di questa canzone, da "Madcap Laughs", è in realtà una poesia di James Joyce, contenuta nella raccolta "Chamber Music" del 1907.
E così alla fine l'hanno ucciso. Saranno soddisfatti i cacciatori bavaresi, che potranno raccontare ai loro nipoti di aver preso parte alla caccia dell'ultimo orso bruno della Germania.
La cosa che a me lascia veramente perplesso è come sia possibile che un orso messo in libertà per un programma di ripopolazione dell'Unione Europea venga ucciso nella stessa UE nel momento in cui si mette a fare l'orso. Come dire: vogliamo gli orsi nelle nostre foreste, ma non vogliamo che si comportino come orsi. E quale sarebbe poi questo terribile reato di cui si sarebbe macchiato Bruno? Pare che abbia mangiato altri animali! Mmm... mi sorge il dubbio che qualcuno si aspettasse che l'orso in questione si sarebbe nutrito di sandwitch e mele come Yoghi e Bubu... ottica che immaginavo fosse appannaggio esclusivo di bambini viziati e dei giornalisti di Studio Aperto, per la quale il mondo dovrebbe essere popolato da cuccioli che assomigliano ai trudi sul loro caldo lettino o ai Winnie the Pooh che vedono/hanno visto nei loro cartoni animati preferiti.

Al di la di questa considerazione c'è poi la linea di condotta dei politicanti di Cruccolandia che hanno deciso il pugno duro contro il povero orso... se proprio dava fastidio poteva essere addormentato e portato altrove, ma probabilmente nell'avanzata Baviera i bambini guardano i cartoni animati ma non i documentari grazie ai quali si impara che esiste anche questa possibilità. Per quanto mi sforzi non riesco a trovare una spiegazione logica per quella che evidentemente è un'azione stupida e ignorante.
Intanto per mantenere pulita la loro coscienza da bravi boy scout, i pavidi sud-tedeschi esporranno il cadavere impagliato di Bruno a fianco di quello del precedente "ultimo orso" bavarese, che ormai vanta centosettanta anni di onorata carriera come suppellettile nel pittoresco museo/castello dal nome altamente educativo: "L'Uomo e la Natura" di Nymphenburg. I tedeschi sono degli inguaribili romantici: per sfogare la loro sehnsucht realizzano musei dentro castelli fiabeschi che sorgono in borghi immersi nel verde, arricchendoli di preziosi frammenti del mondo del passato. Quando poi il destino fa in modo di riportare in vita un pezzo di quel mondo, senza pensarci due volte, si preoccupano di riportarlo immediatamente nel mondo cristallizzato del museo...
Credo che l'uomo abbia giocato con il destino di quest'orso, l'ha usato per cercare di ricostruire ciò che tempo fa ha provveduto a distruggere. Ha individuato un ecosistema nel quale l'animale potesse crescere e sopravvivere come secoli fa facevano i suoi antenati; ma alla fine, come al solito, l'uomo ha dimostarto di non essere attento alla Storia. Se l'orso sparì da molte aree europee fu a causa dell'uomo, ovvero per l'ignoranza, la paura, l'inconscienza, la necessità o qualechessia pulsione di chi ci abitava. Per cui se l'uomo ha intenzione di riportare in vita il paradiso che ha distrutto il primo passo che deve fare è quello di preparare se stesso, di puntare sull'educazione e sulla corretta informazione. Altrimenti tutto ciò che fa si riduce ad un ritornello sadico/retorico per cui si strappano dalla loro terra queste creature meravigliose per rinchiuderle in trappole geografiche il cui erisultato è sempre la distruzione per mano dell'uomo. Così è stato per Bruno, così è stato per un altro cucciolo nato insieme a lui e probabilmente così continuerà a succedere agli altri orsi delle alpi tirolesi.
Non so se qualcuno se n'è accorto... ma a me sembra che questo paese sia pronto a esplodere... voglio dire, come in una volgarissima bomba atomica quando una massa di uranio 235 diventa critica e scatena una serie di reazioni a catena facendo in fine un sonoro BOOM!.

Dopo Tangentopoli non se ne fece niente perchè la controrivoluzione berlusconiana mise la museruola a Di Pietro, al parlamento, ai giornali, e iniettò l'anestetico all'opinione pubblica. Ma adesso le cose stanno un po andando fuori controllo... il marciume emerge col suo inconfondibile fetore ovunque si vada a sbirciare... Chiamatelo sistema Moggi, sistema Mafia, sistema berlusconi, sistema Savoia, sistema Cooprosse, sistema Geronzi, Mani sulla Città, piovra, Ecomafia... ma questo paese ormai è arrivato alla soglia della massa critica, sta per scoppiare come una fogna intasata. Non riusciamo nemmeno a passare indenni le elezioni politiche come un qualsiasi paese non africano... Stiamo vivendo in una parodia di un film di serie B, voglio dire tutte queste cose insieme... un film del genere anche se fosse recitato dai migliori comici sulla piazza risulterebbe improbabile e assurdo. Siamo alla poetica lovecraftiana, c'è un tentacolo di cthulhu sotto ogni sasso, si sente la sua puzza ma non si riesce a venire a capo del groviglio, non si è ancora trovato il suo bel faccione da polpo ( anche se si può intuire in quale villa lombarda abiti ).

Il trucco di giornalisti e politici, finchè possono, è cercare di non far fare due più due, lasciare gli eventi sconnessi, drogare la gente con Maurizio Costanzo e sperare che non si incominci a parlare di tarocco per l'intero mondo politico ( che de facto regge la baracca ) oltre che per i suoi bracci armati.
Ma siccome io sono un olista convinto cerco di vedere il minestrone e non le singole verdure che galleggiano nella pentola...
La nostra economia va a rotoli, e nonostante gli altri paesi che hanno i nostri stessi problemi di libera (?) concorrenza con la Cina, l'India, e le proprie aziende delocalizzanti più o meno riescano ad attutire il colpo, noi continuiamo a sprofondare nel nostro stesso letame. Usando il ragionamento del minestrone di cui sopra, a me sembra evidente che le aziende di questo paese non siano capaci di funzionare senza doping, abbiano bisogno assoluto dell'inciucio per produrre utili o riuscire a nascondere gli immensi deficit ai propri azionisti. E le banche dei geronzi vari premiano chi funziona in questo modo, e i politici vengono incontro ai maiali dell'imprenditoria di cOsa nostra depenalizzando, invocando amnistie per reati fiscali, condonando, cercando di distruggere il sistema giudiziario, legiferando e indicendo crociate in vecchio stile maccartista.
Chi ha le mani sporche si sente in una botte di ferro nel proprio paese, ma è fuori che non può reggere il confronto con chi investe soldi in ricerca e idee invece che in mazzette e consulenze con agenzie di revisione creativa. Così l'economia perde colpi, le aziende cercano di correre ai ripari facendo l'unica cosa che sanno fare, e cioè barare, il marcio si diffonde, le cose diventano sempre più sporche, i manager politicanti si spingono sempre più in la, le uscite per nascondere il tutto aumentano, il sistema di drogaggio di massa richiede sempre più fondi da elargire a tv, internet e chiesa e alla fine la botte di ferro si crepa e il liquame radiattivo esce allo scoperto.
In questo scenario tra l'apocalisse e una pallottola spuntata si inserisce il centrosinistra che a sto punto potrebbe avere la possibilità di cercare di cambiare qualcosa, di modificare il sistema italia invece di continuare ad appiccicare pezze su pezze. Ma siamo proprio sicuri che da Mastella e Rutelli ci si possa aspettare un'opera tanto coraggiosa e giusta? Intanto ieri sera quel bravo ragazzone dalla faccia pulita a Porta a Porta ha preso le difese di Fini sulle intercettazioni tra Sottile e Vespa, specificando che anche lui andava in TV solo con l'appoggio del giornalista di turno... se fossi cristiano mi farei il segno della croce, ma vista la situazione non mi resta che tapparmi il naso e incominciare a pensare ad un piano B... si accettano suggerimenti.
Postilla
Premesso che sinceramente a me, che il nostro esimio principe Vittorio Emanuele di savoia dica qualcosa contro i sardi o meno non me ne può fregar de meno ( il parere di un vecchio pappone assassino non mi sembra degno di nota ), devo però spendere qualche parola verso quei sardi che hanno sempre messo su un piedistallo i Savoia, che si sono vantati del fatto che la Sardegna difese la casa reale in periodo di torbidi napoleonici , che si sono vantati del fatto che nel referendum per la repubblica la Sardegna rimase monarchica e altre amenità di questo tipo... mi sembra che siate stati ripagati con la giusta moneta per il vostro servilismo, d'altronde il gregge segue il suo pastore e siete voi capre che avete scelto di pascolare in compagnia di quell'uomo e del suo raffinato entourage...
Puntualmente per i funerali che si sono svolti ieri a Roma ed oggi a Selargius si sono sprecate le parole... Morte eroica, tutti gli dobbiamo qualcosa, era li in missione di pace e non in guerra, non è morto invano...
Sinceramente ogni volta che sento questi discorsi mi sento sonoramente preso per il culo. Ne faccio una questione di decenza e di rispetto, soprattutto per chi ha sacrificato la propria vita per tenere gonfio il portafoglio di qualche signore che compra e vende le sue azioni ENI da una banca di qualche paradiso fiscale nelle antille...
Negli USA i corpi dei morti li nascondono, niente fanfare, niente proclami circa eroismi o guerre mascherate da missioni di pace, male che vada ne parlano come di una perdita necessaria per scongiurare pericoli ben più grossi per il loro paese. D'altronde sono loro ad aver fatto una GUERRA preventiva; certo avrebbero potuto chiamarla pacificazione preventiva o democratizzazione preventiva ma io dubito che il congresso americano avrebbe allargato i cordoni della borsa per un'operazione che non fosse una vera e propria GUERRA. Onerosa ma secondo loro necessaria ( anche se adesso pare che abbiano cambiato idea... ).
Noi siamo andati in Iraq a fare la pace mentre gli altri facevano la guerra, siamo andati a costruire ospedali, strade e scuole mentre americani e inglesi si scannavano selvaggiamente con partigiani/ribelli/terroristi/machiamatelicomecazzovolete e casualmente abbiamo scelto Nassiriya. Ma guarda caso a Nassiriya ci sono le strutture petrolifere dell'Agip, ma guarda caso ci siamo andati con i carri armati ed i fucili a costruire le infrastrutture per i poveracci iracheni, ma guardacaso tra Saddam, Al qaeda e la democrazia la priorità ce l'ha sempre il petrolio...
Siamo andati in missione di pace alle dipendenze dei comandi militari inglesi e americani che facevano la guerra. I nostri soldati facevano operazione di pace insieme agli angloamericani che nello steso tempo facevano operazioni di guerra. Che convoglio era quello composto da inglesi in guerra e italiani in pace, entrambi con i fucili, entrambi con i blindati, entrambi che si spostavano da una base militare all'altra? Missione di GUERRA? Missione di pace? O vogliono farci credere che pace e GUERRA siano due sinonimi della stessa cosa?
Possono usare le parole che vogliono, ma la realtà dei fatti è talmente chiara che solo nel paese in cui la gente compra il sale magico da Vanna Marchi non si riesce a vederla. E dire che anche Gustavo Selva, ex giornalista, ex piduista ed ex sottosegretario alla difesa in forza ad AN l'anno scorso dichiarò in una intervista, con tono affabilmente pacato, che il nome missione di pace era un escamotage lessicale usato per evitare che Ciampi bloccasse le operazioni per incostituzionalità, ma che di missione di GUERRA vera e propria si trattava. Lo disse un membro del governo Berlusconi, un politico di primo piano del ministero della difesa italiana...
Ma in fondo per i soldati non fa molta differenza che stiano facendo una missione di pace, di GUERRA o quant'altro, in fondo il loro ruolo è quello. I soldati sono sempre stati la legna che generali, politicanti e grassoni di varia entità buttano sul fuoco quanto sentono minacciati i propri interessi. I soldati sono sempre stati uomini senza volto, senza diritto alla vita, senza un valore individuale, solo una divisa e un ideale preconfezionato, cambiato all'occorrenza a seconda del colore del fazzoletto con cui si soffia il naso il potente di turno.
E alla fine quando un soldato muore si canta l'inno, accompagnato dalle fanfare, e si cerca di dimostrare come la sua morte sia stata necessaria per il bene del mondo, per preservare tutto ciò che abbiamo costruito, per la salvezza di tutti noi. Pensiamo a quale mondo terribile sarebbe ora se non avessimo mandato i nostri eroici soldati a farsi spennare in Iraq. Pensiamo a quanto si sarebbero affranti i nostri illustri petrolieri se avessero perso il controllo delle loro miniere di $$$...
L'inno, l'onore, la patria... per i soldati e per il popolo ci sono sempre questi grandi e nobili ideali, decantati oggi dai vari predicatori religiosi di turno, per i quali DEVE valere la pena di mettere in gioco la propria vita, mentre per i grandi e potenti signori in limousine e cravatta che decidono per tutti noi c'è sempre e solo una cosa per la quale vale la pena mettere in gioco la vita e la sicurezza degli altri: il denaro.
E' da un po di tempo che osservo il comportamento della tv in periodo elettorale... c'è una trasformazione generalizzata del linguaggio, un brulicare di rubricche e rubrichette in tg, approfondimenti e talk show. Un sottile scheramento di bandiere e stendardi in vista dello scontro. Una di queste rubriche si chama "secondo voi" e va in onda dopo il tg5. Ha una durata molto breve e ha una struttura veramente semplice: prima una serie di interviste che dovrebbero mostrare al pubblico il punto di vista della gente comune sull'argomento della puntata e successivamente il commento di un tale ( chiamare giornalisti molti di quelli che si spacciano come tali in Italia mi viene difficile... ) Paolo Del Debbio che pare sia addirittura docente di "Etica sociale e della comunicazione" alla IULM di Milano...
Beh oggi si parlava di olimpiadi e delle azioni di protesta che diversi gruppi "antagonisti", "no global","no tav", e chi più ne ha più ne metta metteranno in pratica durante la manifestazione. Bene, le interviste sono tutte in una direzione, ovvero lo sdegno contro chi imbratta l'onore e la visibilità dell'Italia e il commento dell'illustre professore di "etica della comunicazione" è che "per fortuna" in Italia c'è libertà di espressione ma che quest'ultima ha pure un "limite" e questo limite è stato eticamente deciso da lui medesimo nelle Olimpiadi di Torino. Insomma in Italia c'è libertà di espressione ma quest'ultima ha pure un limite, come sottolineano tutte le interviste mostrate nell'inchiesta ( mi chiedo se sia etico definirla inchiesta... ).
Siamo proprio al grottesco. Come molte altre rubriche o programmini messi in scena ultimamemnte fa un po ridere, perchè è proprio palese che di tutto si tratta meno che del NOSTRO parere o meglio del parere di una parte della popolazione. La cosa che mi fa riflettere è che in Italia come negli USA si sta incominciando a diffondere la figura dell'intellettuale stipendiato da una fazione, il think tank, che con la sua autorevolezza ( costruita sulla carica o il ruolo che ricopre ) può parlare a nome della verità che, come il professor Del Debbio certamente saprà, non è tanto ciò che è vero a priori ma ciò che la gente pensa che sia tale.
Come dire... non ci troviamo più davanti a una battaglia per un seggio o per un ministero, ma di fronte ad una battaglia per la verità... mi chiedo se sia una forzatura pensare che chi cerca a tutti i costi di storcere i fatti e le cose evidentemente abbia qualcosa da nascondere...