30/09/2006

“Recitare, senza scegliere la propria parte, giorno dopo giorno”. E' questo l'ultimo input del sogno di ieri notte, la constatazione ultima di aver avuto un pensiero importante e poi la coscienza lucida di svegliarsi immediatamente per trascriverlo. Ma alla fine l'oblio ha prevalso, come spesso accade, lasciandomi solo briciole di immagini e questo oscuro pensiero.
 
Mi trovo in una camera da letto, non troppo grande, insieme a diverse persone. Sul letto c'è un ragazzo che esteriormente mi ricorda una persona che ho conosciuto in Turchia ma che in questo contesto è un attore; la camera è la sua. Ha posto al gruppo una questione interessante, riguardo alla vita, " su una sedia a dondolo simile a quella dalla quale sto scrivendo adesso"all'esistenza e, in qualche modo, all'arte del recitare. Io e altre persone siamo per terra: tutti discutono, io ascolto. Dietro di me, su una sedia a dondolo ( ormai fissa ) simile a quella dalla quale sto scrivendo adesso, c'è una ragazza che mi accarezza i capelli: fisicamente è una persona che vedo ogni tanto ma istintivamente la sento molto vicina a  V. Ad un certo punto mi alzo, ho ascoltato a lungo il discorso dei miei interlocutori e alla fine ho concluso che il loro mi sembra un parlare a vuoto, un rifuggire una verità che io conosco molto bene. Dico la mia, esplicito apoditticamente il mio pensiero all'attore e faccio per uscire fuori dalla camera. L'attore si alza e mi rimbecca con un'argomentazione che percepisco come vuota. Alla fine lo guardo negli occhi e gli dico che non va bene ciò che facciamo, che dovremmo avere il coraggio di non scegliere le parti che interpretiamo e, anzi, dovremmo pescarle a caso ogni volta, o ogni giorno. Detto questo varco la porta, il mio Io onirico si rende conto di quanto sia importante per me ricordare questa sequenza e mi sveglio, pronto a trascriverla... ma alla fine ricordo tutto tranne quella frase che per me era la più importante, che in qualche modo poteva essere una rivelazione.
 
Gli indizi a mia disposizione sono l'ambiente, che mi ricorda un sogno che feci tempo fa incentrato in una "fantomatica" Cagliari vecchia e l'ultima frase che ho detto. Il  vecchio sogno che si ricollega istintivamente all’ambiente di quella stanza ( o ciò che è avvenuto prima e non ricordo più ) era decisamento criptico e ricco di simbolismi, ma credo che il legame tra i due sogni sia dato dal fatto che anche stavolta, come allora, mi sono ritrovato in un luogo familiare anche se non so bene in quale contesto, forse una sorta di "comune", argomento del quale ho discusso spesso ultimamente. L'ultima frase invece fa riaffiorare alla mia mente mille pensieri, purtroppo però solo a livello razionale e cosciente: niente di istintivo e quindi onirico. Il più interessante di questi si ricollega alle tematiche del film Persona di Ingmar Bergman, nel quale il cineasta svedese affronta un discorso sull'identità, la maschera, il recitare. In effetti sto riflettendo molto su queste idee, sento e osservo il loro modo di esistere nella mia vita, nel mio modo di pormi all’esterno e nel loro riflettersi sul mio Io interiore. E in un momento di decisioni importanti come questo influenzano più che mai le difficili scelte che mi sto accingendo a compiere sul mio futuro…
 
"Tu insegui un sogno disperato, questo è il tuo tormento. Tu vuoi essere, non sembrare di essere. Essere in ogni istante cosciente di te e vigile. E nello stesso tempo ti rendi conto dell'abisso che separa ciò che sei per gli altri da ciò che sei per Persona di Ingmar Bergmante stessa:  provoca quasi un senso di vertigine, il timore di vedersi scoperta, vero? Di vedersi messa a nudo, smascherata, riportata ai suoi giusti limiti. Poichè ogni parola è menzogna, ogni gesto falsità, ogni sorriso una smorfia. Qual è il ruolo più difficile? Togliersi la vita? Ma no, sarebbe poco dignitoso. Meglio rifugiarsi nell'immobilità, nel mutismo, si evita di dover mentire. Oppure mettersi al riparo dalla vita, così non c'è bisogno di recitare, di mostrare un volto finto, o fare gesti non voluti. Non ti pare? Questo è ciò che si crede ma non basta celarsi perchè, vedi, la vita si manifesta in mille modi diversi ed è impossibile non reagire. A nessuno importa sapere se le tue reazioni sono vere oppure false, sincere o bugiarde. Solo a teatro il problema si rivela importante, e forse neanche lì. Io ti capisco, Elisabet, capisco il tuo silenzio, questa tua immobilità e perché tu abbia elevato a sistema di vita la tua assurda apatia, capisco e quasi ti ammiro. Secondo me devi continuare a recitare la tua parte fino in fondo, finchè essa non perda interesse, e abbandonarla così come sei abituata a fare: passando da un ruolo all'altro."¹
 
Ho visto l’ultima volta Persona un anno fa, se non ricordo male, e senza dubbio mi ha lasciato sgomento. Un film in bilico tra il surreale e l’onirico, forse il più trasgressivo lavoro di Bergman. Che siano stati gli input di questo film a ripresentarsi nel mio inconscio durante il sogno? Ma allora qual’era l’affermazione che il mio alter ego onirico voleva che io ricordassi? E in che modo può essere utile recitare, fingere una maschera dopo l’altra, una maschera pescata a caso… come immettersi in un gioco di ruolo continuo in cui la realtà diviene proscenio e la vita pura finzione. O forse… forse la mia era solo una constatazione, una provocatoria constatazione dello stato delle cose. Forse sto già recitando e quelli che sembrano evoluzione e cambiamento nella mia vita non sono altro che repentini cambi di maschera o di copione…
 
¹ Tratto dal film "Persona" di Ingmar Bergman


Oblivious
 
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11/09/2006

La danza delle tende...Le tende sul corridoio ondeggiano con la corrente che si crea tra gli ambienti. I colori della tela emergono dal bianco delle pareti leggermente in ombra. In fondo sento una tromba che suona, le fresche risate di donna che rimbombano in una stanza. In fondo alle scale un vociare sommesso. L'aria che entra nei polmoni è pervasa dall'olezzo di cisto che è spanso dal vento in ogni punto della valle.

Ogni mattina per questi ultimi dieci giorni, una scena come questa, con mille sfumature diverse. Mi rendo conto di essermi ritrovato immerso in un piano parallelo che ignora il linguaggio della realtà trasmesso dai fili elettrici dei tralicci. Mi sento fortunato ad aver sentito la sensazione dell'abbandonarsi completamente alla bellezza di un luogo che non ha ancora attratto lo sguardo avido di qualche mostro economico. La mano distruttrice dei maiali dei condoni e del cemento ha risparmiato pochi sprazzi di terra in quest'isola meravigliosa. Un giorno i nostri figli li malediranno e sputeranno sulle loro tombe perchè leggeranno del candore che la terra ha mostrato agli occhi di chi li ha preceduti e che la bruttezza interiore di questi individui avrà cancellato.

Una breve raccolta di sensazioni...

Brain Log:

Ovunque mi trovi, fuori, dentro, su una roccia, nel bosco, ovunque si sentono strumenti che suonano da qualche parte.La magia di Porto Ferro

La canoa scivola silenziosa sull'acqua al tramonto. Pura ed incantevole poesia.

Il piacere di essere accarezzati e quello di accarezzare, la sensazione delle mani calde sulla pelle.

Il potere rituale del semplice camminare in un'azione Grotowskyana. Percepire è una sensazione estatica.

Avere a che fare in continuazione con persone sensibili, eterni bambini, uomini capaci di versare lacrime di fronte alle proprie emozioni.

La carica energetica del T'ai Chi e del Chi Gong ogni mattina.

Essere svegliati dalle campane delle capre e delle mucche.

Percepire il karma della casa, le infinite e molteplici esperienze che si porta dentro.

Farmi la doccia all'aperto nudo, senza provare vergogna, e assaporare la sensazione del vento e dell'acqua su ogni punto del mio corpo.

Sentire rantoli di piacere mentre massaggio qualcuno/a.

La voce di Elena col il suo modo di parlare irruento e naif.

Scorgere la bellezza di Porto ferro dopo aver scollinato.

Abbattere tante barriere, sentirmi libero, toccare gli altri e Rametto di Giusquiamo, l'erba dei druidilasciarmi toccare il corpo e l'anima...

Controllare le proprie allucinazioni nel buio della notte rischiarato dalla Luna.

Le serate in trance musicale tra danze selvagge, canti bellissimi e ritmi di tamburo così forsennati da farti male alle mani.

Guardare Sandro mentre si muove, ascoltarlo mentre parla: esiste una creatura più aggraziata?

Il profumo che sa di formaggio dell'armadio-dispensa che mi ricorda tanto quando andavo a comprare il pane in un piccolo negozietto dietro casa, ed ero tanto piccolo da non arrivare nanche al banco.

Fumare/bere un'infuso a base di Giusquiamo. La conoscenza ti rende libero: non c'è legge che la sappia più lunga di un erborista ;-)

Sentirmi arricchito, rigenerato e constatare che lo notano anche gli altri.

Rendermi conto che le persone ed i modi di vivere in questa società sono molto più variegati di quanto comunemente si possa anche solo immaginare ( o meglio, VENGA fatto immaginare... )

La luce rosata che inonda la camera la mattina presto: ho scritto "I raggi del sole che filtrano da queste persiane all'alba... a volte i limiti impreziosiscono il poco che li evade".La spiaggia di Porto Ferro da una Torre Costiera

Lo sguardo dolcissimo di Alessandra mentre, infagottata in una coperta,  racconta le sue percezioni distorte.

Contemplare da sopra una roccia le nuvole che scendono dalle sommità creando una nebbia che avvoge l'orizzonte.

Cantare in lacrime una melodia araba a squarciagola usando la cassa di un tamburo come amplificatore.

Soffiare sui piedi piagati di Riccardo dopo che ha cercato di imitare Matzanath che danzava tranquillo sulle braci ardenti...

Perdere la voce durante la meditazione dinamica di Osho: buttare fuori tutta la rabbia e la sofferenza stantia fino ad esaurire le energie.

Incontrare una tartaruga selvatica che ti attraversa la strada col suo passo lento e noncurante.

Contemplare il blu profondo del cielo da una spaccatura sulla sommità di una torre costiera.

Saltare sulle pietre piatte di un piccolo altipiano roccioso in una sorta di danza aritmica.

La tavola imbandita di cibi che profumano di spezie sconosciute che fondono il loro odore con quello acre del vino rosso.

La sensazione di placida sedazione dopo aver bevuto la tisana di Giusquiamo.

Aspettare seduti a guardarsi stupiti in faccia dopo che Matzanath è uscito di scena, solo per scoprire che la performance era terminata...

Riposare dopo una grossa fatica fisica.

The Wild...Stare male a causa di un fraintendimento immaginario ( certe cose non cambiano mai eh... )

Camminare a piedi nudi su rocce, spine e terra. Stare giorni interi senza scarpe.

Sentirmi vicino a Giuseppe che subisce il risentimento di Viviana. I ricordi più brutti a volte possono aiutare a capire e stare vicini agli altri.

La luce delle candele la sera. Sentire quanto l'energia elettrica non sia una necessità assoluta.

Guardare il luogo alle mie spalle sapendo di avervi lasciato una parte di me...

...

Le esperienze da raccontare sarebbero troppe, troppe le immagini da mostrare, i sogni bagnati dalla luna, i bei momenti trascorsi con le persone. Ma in fondo tutto ciò che ho vissuto nei dieci giorni di immersione nel Paradiso Perduto rimarranno insondabili memorie accessibili solo al mio cuore...



Oblivious
 
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Cronologia

Current Inputs

» Rosetta
Un film che mi ha scosso. Crudo, brusco, assolutamente spietato. Un capolavoro dei fratelli Dardenne che ha vinto la Palma d’oro a Cannes nel 1999. La storia è incentrata sulla sopravvivenza, sulla miseria, fisica e interiore vissuta dalla protagonista in una esasperata lotta con la propria immagine sociale e la propria coscienza. L’atmosfera nervosa, le riprese in movimento e l’assenza di una colonna sonora ( il film è girato in odore di dogma 95 ) contribuiscono a dare forma ad un film che ha il duro sapore di una realtà che rifiutiamo di conoscere…
» 1001 Nights
Let's then dream… Da un progetto di Yoshitaka Amano e David Newman una piccola meraviglia su pellicola: è il sogno della principessa Budou, trasposto in immagini dal maestro giapponese con la musica della filarmonica di Los Angeles come sottofondo. Il risultato è un cortometraggio in cui colori e forme vorticano sullo schermo, inseguiti dalle note dell'orchestra californiana. Un gioiello che è più un dipinto in movimento che un semplice anime. Non posso che consigliare la visione di 1001 nights, ricordando che non bisogna ricercarne inutilmente un senso ma semplicemente lasciarsi trasportare dalle sensazioni audiovisive in quella che è il racconto di un sogno…
» Amores Perros
Amore e cani, un gioco di parole in spagnolo che getta un'ombra di disillusione su tutto il film… tre storie che si snodano nella metropoli messicana tra speranza e delusione, in cui è l’amore il vero regista, quell’amore che si scontra pesantemente con una realtà che lascia poco spazio alle illusioni. Un lavoro decisamente interessante, questo di Alejandro González Iñárritu, con spunti profondi e un montaggio molto ben riuscito. Girato nel 2000.

» Seppellite il Mio Cuore a Wounded Knee
La storia degli indiani d'america in terra statunitense durante la seconda metà dell'800, l'epoca west sulla quale sono stati girati kilometri di pellicola dagli anni 50 in poi, ma stavolta dal punto di vista di chi la spinta verso il west l'ha subita e cioè gli indiani stessi. Scritto nel 1970 dallo storico americano Dee Brown fu il primo colpo di scure all'immagine che di quell'epoca il cinema aveva trasmesso e quindi un primo e onesto sguardo alla realtà storica della sistematica oppressione di tutti i popoli indiani da parte del congresso degli USA.
» Senza Perdere la Tenerezza
Il ritratto di un uomo che è diventitato un icona senza perdere la propria semplicità e i propri ideali. La biografia del Che che Taibo Paco Ignacio II ha scritto riuscendo a mantenere intatto l'uomo reale che descriveva rispetto alla mitologia soverchiante che l'amore di intere generazioni ha creato sulla sua persona.
» Discesa all'Inferno
Di Doris Lessing. La lotta tra la realtà interiore e il conformismo obliterante che cerca di farci perdere la nostra dimensione personale in favore di una freddezza razionale che viene identificata come "normalità".

» Tool - 10000 Days
Dopo 5 anni di silenzio i Tool pubblicano un cd che, in quanto a melodie e tematiche, calca gli stessi passi di Lateralus. I ritmi e le note sono buoni, ma l'energia è nettamente inferiore al loro successo del 2001. Rimane comunque un ottimo cd musicale, decisamente sopra la media di quello che si trova in circolazione, ma di sicuro non abbastanza per chi era stato abituato ad una crescita costante nella qualità delle produzioni della band californiana.
» Massive Attack - Collected
Un greatest hits con i successi più importanti della band di Bristol. Interessante il secondo cd/dvd con diverse unreleased, remix e con tutti i bellissimi video prodotti. Un piacevole interloop in attesa dell'uscita di Weather Underground atteso per il 2007.
» Thom Yorke - The Eraser
Un buon cd, il primo da solista per il frontman dei Radiohead, ricco di spunti interessanti e buone melodie. Tuttavia, nel complesso, non al livello dei lavori dei Radiohead...
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