Ci sto provando. A non essere condannato ad essere un dipendente di questo stato-azienda, di questa piramide di gente mediocre e ignorante che va avanti tra balle e luoghi comuni stimolando gli istinti più bassi della gente. Si mostrano ottimisti in tv di fronte a uno stuolo di grotteschi leccapiedi e prostitute in cerca di pensione parlamentare ma non sanno nulla del mondo vero, non sanno nulla della gente comune, non sanno nulla dell'Italia, dell'Europa, dell'umanità. Sono meschini e immorali.

Mentre loro enunciano gli spot vuoti per convincerci a comprarli Io fatico ogni giorno per costruire qualcosa nel tempo, qualcosa che mi costa lavoro, fatica ed energia. Che mi costa vita. Per me è difficile essere ottimista ma dentro il mio lavoro e la mia fatica riesco comunque a trovare questo sentimento che è autentico e sofferto e non bugiardo e truffatore come quello di chi cerca di convincere la gente comune a continuare a depositare i propri risparmi nelle banche del padrone.

Tutti questi potenti, queste poche mani che cercano di stringere tutto quello che possono, mi sembrano come dei bambini che giocano con le biglie di vetro. Dov'è la concretezza della vita, della realtà quotidiana della gente in tutto ciò che fanno, che dicono e che mostrano? Non vedo niente di reale dietro a tutto questo ronzio d'ali e clamore di voci. I nostri politici pensano solo a centrare la buca con le loro biglie e a cercare di imparonirsi di quelle degli altri. Politici, vescovi e uomini d'affari. Tutti la stessa identica zavorra.

E mentre quelli giocano col lavoro e le difficoltà di milioni di persone, con le vite di tutti, noi umanità vera continuiamo a sporcarci le mani e a sforzarci sotto il sole per concretizzare le nostre vite e ripagare i loro infiniti eccessi.

Ma c'è ancora qualcuno che crede che questa sia veramente una DEMO-CRAZIA

Oblivious
 
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08/11/2008

Fiorenza, la sera è calata e siamo stanchi. In piazza repubblica c'è la Giostra coi bambini sui cavalli a dondolo e due Caffè.

Optiamo per il caffè Giubbe Rosse, noto caffè letterario.

Un marocchino e un analcolico. Tempo per bere e riprendersi e ripartiamo.

Il conto? 13,20 euri sonanti. 4,20 euro per un caffè macchiato e 9 euro per un bitter.

Probabilmente a Firenze pagano meglio i letterati.

A saperlo prima...

Oblivious
 
23:09| commenti | commenti (pop-up) | Permalink
 

29/08/2008

Ci sono ancora?

In effetti latito.

Questo spazio esiste realmente dentro di me: è pieno di ricordi, di stati d'animo. Non posso eliminarlo. Anche se non scrivo da mesi ormai potrei scrivere fiumi di lettere in successione, di esperienze, di vicissitudini...

Forse manca la frammentarietà che necessita di un foglio per trovare la sua unità oppure sono troppo concentrato sulla fisicità delle esperienze per lasciar tempo e spazio alle parole ed all'immaginazione.

Comunque sono ancora quì, come qualcuno che ancora viene a leggere tra queste pagine, ogni tanto. Non è uno spazio morto, semplicemente riflette la vita che lo esprime.

Si, ci sono ancora...



Oblivious
 
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07/06/2008

Ci sono diverse incongruenze tra le istanze in fondo a me stesso e il linguaggio che ne scaturice e che in teoria dovrebbe esprimerle. Non riesco a capire se quella che effettuo sia un'operazione di criptazione oppure di decodificazione solo parzialmente riuscita. 

Alla fine, comunque, il risultato è sempre una catena di reazioni starate, di parole insufficienti e situazioni difficilmente controllabili.

Ieri mi sono sentito come un bambino stupido. Un bambino che rimane in equilibrio precario dopo essersi alzato repentinamente da terra. E' una mia staratura genetica... quando mi capitano quelle carte reagisco sempre in questo modo. Divento un linguaggio che esprime il contrario di ciò che sottende...

E poi quando mi chiedo quanto mi sia costata, negli anni, questa imprecisione sintattica, quanto abbia perso giocando in questo modo, la risposta che mi sovviene è sempre la stessa.

Tutto.

...tutto ciò che ha avuto realmente importanza...



Oblivious
 
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26/05/2008

E' comodo dar per finito qualcosa, pensare che sia troppo tardi, decidere un termine immaginario oltre il quale le possibilità svaniscono. E' comodo, ma non è reale.

E' comodo decidere di essere fuori dalla portata di un qualcosa che si desidera. E' comodo chiamarsi fuori dal gioco, non tirare la palla in porta per non rischiare di calciare alto. E' comodo far finta che tutto questo sia reale.

Ma è poi realmente così comodo sentirsi addosso il peso dell'assenza di tutto ciò che abbiamo realmente escluso dalle nostre possibilità?



Oblivious
 
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13/05/2008

E' da un po di tempo che sto scrivendo una sceneggiatura teatrale che ha come soggetto due maschere che si rendono conto di essere interpretate da due attori. E' un'idea che mi incuriosisce.

Per certi versi mentre l'attore recita una parte infonde una sorta di vita alla maschera: le sensazioni, i pensieri e le situazioni del mondo ristretto del palcoscenico "vivono" la loro breve vita incosciente per poi interrompersi al'improvviso, col sipario che si chiude.

C'è una strana simmetria iperbolica tra la vita di una maschera e quella di un uomo.  Entrambi vivono una piccola frazione del tempo che gli scorre intorno, entrambi vivono immersi in qualcosa che non possono afferrare e si ritrovano entrambi catapultati sulla linea d'arrivo quasi all'improvviso, sempre con lo stesso punto di coscienza.

Non riesco ancora a visualizzare il finale, la scena che finirà col sipario che si chiude. Provo ad immaginare come mi comporterei Io se un giorno mi rendessi conto di essere, come una maschera, un semplice personaggio di una messinscena già scritta e forse già rappresentata.

In fondo anche le possibilità a mia disposizione sarebbero sempre le stesse. Continuare a vivere o morire. Ma in ogni caso sarebbero state già scelte per me da uno sceneggiatore...



Oblivious
 
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27/04/2008

Trasponendo l'effetto farfalla nella vita di tutti i giorni si ottiene che per poter influenzare il mondo, microscopicamente e macroscopicamente, è necessario sbattere quelle dannate ali, ovvero produrre una qualche azione. Qualsiasi. Può darsi che uno che sbatte mille volte le ali produca solo mille piccole increspature dell'acqua mentre uno che le muova una volta sola possa anche dar vita ad un simun. Ma statisticamente è più probabile che in mezzo a mille risultati almeno qualcuno sia abbastanza grosso da creare conseguenze apprezzabili nella nostra vita rispetto ad un solo battito battito isolato per quanto ben riuscito possa essere.

Attrattore di Lorentz, teoria del caosSe ogni volta che avessi voluto fare un qualcosa l'avessi fatta probabilmente il mazzo di carte che ho in mano in questo momento sarebbe decisamente più folto. Probabilmente guardo troppo pessimisticamente alle conseguenze e alle conseguenze delle conseguenze al punto che a volte, prima di intraprendere qualcosa, la rimando al momento in cui le condizioni di base potrebbero ipoteticamente essere più favorevoli. In questo modo perdo il momentum, l'unicità della situazione in cui si realizza la potenza del battito. Si disperde in con un pensiero la scintilla che aspetta di trasmettere energia nelle terminazioni delle ali e nel momento in cui questo non avviene la scintilla quantistica è perduta. Anche perchè le condizioni che portano ad una possibile iniziativa sono sicuramente sempre le migliori per noi, giacchè sono state sufficienti a far scattare la necessità dell'azione. Rimandare o aspettare significa rimescolare le carte e perdere la formula perfetta di quel momento solo per aspettare un'ipotetico fattore che seppure si verificasse potrebbe non avere più quel retroterra fertile che si era prodotta nel momento in cui era scaturita la scintilla.

Metaforicamente è come se stessi camminando lungo una strada. La strada è sempre dritta e senza apparenti deviazioni, così come appare normalmente il destino. Ma ogni qualvolta si produce una possibilità, una possibilità che potrei intraprendere, si crea una deviazione, una deviazione con una o infinite ramificazioni. In quel momento, e solo in quel momento, posso decidere se seguire la biforcazione o andare dritto perchè il tempo, reale o illusorio che sia, non permette di fare passi indietro ma solo avanti. Se proseguissi forse potrebbe prodursi in un momento successivo una biforcazione simile, ma non sarebbe la stessa, se invece deviassi allora la strada cambierebbe e la linea delle possibilità con essa.

E' tutto un gioco di passi: muovere i propri piedi in una direzione piuttosto che in un'altra nel momento x cambia il risultato, infimamente o infinitamente. In un certo senso il destino risiede in quei piedi che faranno in modo che la vita che viviamo si svolga in una linea piuttosto che in un'altra. Il problema è che a volte ho l'impressione di non avere le scarpe giuste per percorrere certe biforcazioni, ma onestamente sono poi così sicuro che esistano scarpe perfette per ogni percorso? O al contrario sono poi così sicuro che le scarpe che indosso in questo percorso non siano sempre e comunque le migliori paia di scarpe con cui possa percorrere qualsiasi biforcazione che si presenta nella mia vita?

La domanda scaturisce da un ragionamento ma come sempre la risposta sta nel provare concretamente...

 ...la risposta sta sempre nell'azione...



Oblivious
 
15:53| commenti (1)| commenti (1) (pop-up) | Permalink
 


Come sarebbe andata a finire si sapeva no?

Quindi niente lacrime di coccodrillo e cazzate del tipo  "ce  l'abbiamo messa tutta" ( che giustificherebbero solo l'incazzo degli elettori... ). Niente scuse insomma.

E che non vengano a dire che è colpa di Beppe Grillo, astensionisti e cose affini. O magari di quello spudorato di Berlusconi, che tra un mangano e uno psicomagistrato ha avuto la furbizia di accaparrarsi i voti di ex elettori di centro sinistra incazzati neri ai quali Prodi ha recapitato con precisione chirurgica il proprio dito nel sedere... passatemi pure la metafora...

La colpa appunto... ma soprattutto i colpevoli che in Italia sembra non ci siano mai.

I colpevoli ci sono, con le mani nel sacco e la faccia sui manifesti. E non c'è bisogno della didascalia WANTED per capire di chi si tratta. Stavolta ( ma anche le altre per la verità... ) la colpa è dei signori che occupano posti di potere e segreterie di partito ovvero i soliti vecchi che volevano passare per giovani,  cani da salotto che volevano passare per operai e  faccendieri della politica che volevano passare per idealisti.

Ipocriti incapaci.

Ora a sinistra questi signori sono riusciti ad annullare la rappresentanza parlamentare di una fetta consistenze del paese, distruggendo una cultura politica con radici profonde a colpi di tradimenti, cerchiobottismi e incapacità politica.  Promesse mancate, imitazione dell'avversario, clericalismo, indecisione, staticità assoluta ( chi si ricorda il "semaforo" di Corrado Guzzanti? ). Io mi auguro di cuore che i vari leader della sinistra seguano il loro capitano e si ritirino mestamente e con la coda tra le gambe per far posto a qualcosa di nuovo, qualcosa in cui credere e in cui riporre la propria fiducia. Qualcuno a cui si possa dare il voto senza turarsi il naso.

Di danni ne hanno fatti a sufficienza a sufficienza e di sicuro non resteranno disoccupati come le persone dalle quali pretendevano il voto, giacchè avranno la pensioncina statale da svariati migliaia di EURI $onanti per il resto della loro vita.

A questo punto dalle ceneri di questa sinistra vecchia, povera di idee e profondamente conservatrice deve nascere una vera forza progressista, giovane e lungimirante. Deve nascere un movimento politico che rappresenti realmente qualcosa che esiste nel paese, chi crede in un'economia umana, in una società ecosostenibile e in una giustizia reale, efficace ed uguale per tutti. Rappresentare con i fatti ovviamente e facendo proposte costruttive invece dei soliti NO e basta.

Ora questo discorso varrebbe anche per il PD ma pare che il signor Veltroni si crogioli nella sua sconfitta onorevole ( a 9 punti dal nano malefico... ma come siamo arrivati a questo punto? ) e ho la vaga impressione che i vari generalissimi di partito con i rispettivi stati maggiori si appiccicheranno alle giacche medaglie al merito politico per aver ridotto il divario abissale che il loro stesso governo aveva causato...

... mi chiedo se non sarebbe stato meglio perdere con un sonoro 20% di distacco... così un minimo di cambiamento vero ( tanto per capirci non fatto di Marianne Madie... ) sarebbero stati costretti a crearlo.

Comunque staremo a vedere, anche perchè Veltroni a differenza di Prodi è una vecchia volpe e di sicuro riuscirà a mettere lo zampino in questa legislatura ( vedi: poltrone ).

Confidando nel vecchio detto "non tutto il male vien per nuocere" e sperando in qualche rinnovamento mi auguro che il Gran Mogòl con le sue non più giovani marmotte non crei troppi danni nel frattempo...

...ormai siamo ben oltre la logica del meno peggio, siamo alla realtà del peggio comunque...

...incrociamo le dita va...

Oblivious
 
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11/04/2008

"Non ti dimenticare mai di me . Ricordati sempre che sono esistita"

Naoko in Norwegian Wood ( Tokyo Blues ) di Haruki Murakami

 

Questo libro mi ha stordito. E mi ha scosso come un terremoto.

Dentro c'è un po del mondo, c'è un po del tempo che passa, c'è un po dei sentimenti e dei pensieri confusi che passano prima o poi in tutte le menti connesse ai terminali del nostro piccolo universo blu.

E c'è anche un po di me. 



Oblivious
 
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07/04/2008

Mi sono svegliato con la netta sensazione che qualcosa mi abbia fregato. Dall'inizio. Da sempre. Voglio dire, come è stato possibile che io sia sempre e volontariamente riuscito a concretizzare ciò di cui avevo paura?

E' una volontà inversa che elabora piani d'azione e strategie usando la PAURA* come linea guida.

Ma la cosa più inquietante è la precisione con cui riesce a realizzare i suoi propositi...

Ne sono cosciente, soprattutto quando sento sulla pelle di star percorrendo una strada obliqua verso me stesso, quando sento di stare camminando su una passerella poco sopra il vuoto. Ed in effetti c'è qualcosa di storto in questo periodo.

Dovrei dar retta a qualche grillo parlante... se paura e orgoglio  me lo consentissero...

Ma possibile che non riesco a farmi una ragione del fatto che non ho NULLA** da perdere? Nulla di ciò che ho già perso e che obiettivamente era il grosso di ciò che potevo perdere.

Se, quando. Sempre le solite tare. E intanto le cose procedono e io procedo con loro senza riuscire a levarmi di dosso questa sensazione.

Ho bisogno di input diversi e forse di vedere qualche faccia NUOVA***. Non so perchè ma anche questo ha una sua importanza.



* paura = quella legge fisica per cui qualcosa di semplice e alla nostra portata viene immediatamente tramutata in qualcosa di impossibile e oltre il nostro raggio d'azione. A differenza delle altre leggi fisiche rimane comunque un'opinione.
** nulla = in questo caso qualcosa che sembra tutto ma che in realtà non è assolutamente niente. In altri termini il saporito pranzo di Mastro Geppetto...
*** nuova = gente non appartenente alla categoria "le solite facce" che è anche come dire stimolare altre zone diverse del cervello anche perchè sono le più prolifiche.

Oblivious
 
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Un film che mi ha scosso. Crudo, brusco, assolutamente spietato. Un capolavoro dei fratelli Dardenne che ha vinto la Palma d’oro a Cannes nel 1999. La storia è incentrata sulla sopravvivenza, sulla miseria, fisica e interiore vissuta dalla protagonista in una esasperata lotta con la propria immagine sociale e la propria coscienza. L’atmosfera nervosa, le riprese in movimento e l’assenza di una colonna sonora ( il film è girato in odore di dogma 95 ) contribuiscono a dare forma ad un film che ha il duro sapore di una realtà che rifiutiamo di conoscere…
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Let's then dream… Da un progetto di Yoshitaka Amano e David Newman una piccola meraviglia su pellicola: è il sogno della principessa Budou, trasposto in immagini dal maestro giapponese con la musica della filarmonica di Los Angeles come sottofondo. Il risultato è un cortometraggio in cui colori e forme vorticano sullo schermo, inseguiti dalle note dell'orchestra californiana. Un gioiello che è più un dipinto in movimento che un semplice anime. Non posso che consigliare la visione di 1001 nights, ricordando che non bisogna ricercarne inutilmente un senso ma semplicemente lasciarsi trasportare dalle sensazioni audiovisive in quella che è il racconto di un sogno…
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Amore e cani, un gioco di parole in spagnolo che getta un'ombra di disillusione su tutto il film… tre storie che si snodano nella metropoli messicana tra speranza e delusione, in cui è l’amore il vero regista, quell’amore che si scontra pesantemente con una realtà che lascia poco spazio alle illusioni. Un lavoro decisamente interessante, questo di Alejandro González Iñárritu, con spunti profondi e un montaggio molto ben riuscito. Girato nel 2000.

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